Documentazione tessile italiana

Produzione di tessuti in lino in Italia: regioni, tecnologie e utilizzi

Un archivio di documentazione sui distretti tessili italiani del lino, le varietà coltivate e le fasi di lavorazione dalla fibra al tessuto finito.

Aggiornato: 01/06/2026 · Fonti: Università di Torino, ISTAT, Linificio e Canapificio Nazionale

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Tre tematiche al centro della filiera del lino

Dalla concentrazione geografica della produzione alle tecniche di lavorazione, fino alla scelta delle sementi: i nodi principali della filiera documentati in dettaglio.

La filiera che è tornata in Italia

Dopo oltre 60 anni di assenza, la coltivazione del lino da fibra è ripresa in Italia nel 2018. Il Linificio e Canapificio Nazionale di Villa d'Almè (Bergamo) gestisce oggi circa 100 ettari di lino coltivato in Lombardia e Toscana, con tracciabilità blockchain del filato prodotto. Questa pagina documenta quella filiera.

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Otto fasi dalla semina al tessuto

La trasformazione del lino richiede un processo articolato che non può essere accelerato senza perdita di qualità.

  1. Semina — tra marzo e aprile, con densità di circa 100 kg/ha su terreni ben drenati.
  2. Crescita e fioritura — ciclo di circa 100 giorni, con fiori azzurri che durano poche ore ciascuno.
  3. Raccolta per estirpazione — non taglio, per preservare la lunghezza delle fibre nella parte basale.
  4. Macerazione (retting) — a rugiada o in acqua, per separare le fibre dalla parte legnosa.
  5. Stigliatura (scutching) — separazione meccanica delle fibre dal canapule.
  6. Pettinatura (hackling) — allineamento delle fibre e selezione per lunghezza.
  7. Filatura a umido — trasformazione in filato fine attraverso acqua calda e fusi.
  8. Tessitura e rifinizione — produzione del tessuto e trattamenti finali.
Documentazione completa

Lino da fibra, da seme e a doppio uso

Una specie, tre indirizzi produttivi

Le varietà di Linum usitatissimum si distinguono per la lunghezza dello stelo, la resa in fibra lunga e il contenuto di cellulosa. Le varietà specializzate per la fibra producono steli da 70 a 120 cm con resa del 20–28% in fibra pettinata.

In Italia si coltivano prevalentemente varietà di origine francese e belga, adattate sperimentalmente ai climi lombardi e toscani dopo il 2018. Il programma di adattamento varietale ai climi italiani è ancora nelle fasi iniziali.

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Fiori di lino in campo aperto

Fonti autorevoli usate in questo archivio

Università di Torino (IRIS 2318/9396), Linificio e Canapificio Nazionale, ISTAT, Commissione Europea — Direzione Agricoltura, ANSA. Ogni articolo indica esplicitamente le fonti consultate.

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